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IN RICORDO DELLE DEPORTAZIONI STALINIANE IN SIBERIA

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Nel 1940, l’Unione Sovietica occupò gli stati baltici di Lituania, Lettonia ed Estonia. L’occupazione si espresse orribilmente con deportazioni massicce della popolazione in Siberia. Le prime deportazioni ebbero luogo il 14 giugno 1941.

I prescelti erano intellettuali e accademici, attivisti politici, uomini d'affari, agricoltori di successo, medici, avvocati, militari, insegnanti, leader religiosi, insomma persone che potevano rappresentare una minaccia intellettuale al regime. 

Un terzo di loro erano bambini fino ai 16 anni. Ad ogni famiglia veniva intimato di raccogliere in un'ora solo fino a 100 kg di effetti personali per essere poi scortati alle stazioni ferroviarie. Carrozze bestiame vennero utilizzate per trasportarli in Siberia. In Siberia venivano sottoposti a maltrattamenti e lavori forzati, pativano la fame e le malattie, al punto che l’avanzata dei nazisti sembrava essere salvifica.

Veniva esercitato un vero e proprio tentativo di annientamento psicologico, una censura intellettuale portata alle estreme orribili conseguenze. Molti morirono di malattie e di stenti, altri sopravvissero.

Si calcola che Iosif Stalin abbia fatto uccidere più di venti milioni di persone durante il suo regno del terrore.

Una ricostruzione delle deportazioni di lituani è stata scritta nel romanzo di Ruta Sepetys, Avevano spento anche la luna, che vi consiglio di leggere per capire cos’erano le deportazioni staliniane.

Vilnius, capitale della Lituania

L’autrice, di origini lituane, scrive nelle sue note conclusive: <<Coloro che sopravvissero trascorsero da dieci a quindici anni in Siberia. Al ritorno in patria, alla metà degli anni Cinquanta, i lituani scoprirono che i sovietici avevano occupato le loro case, si stavano godendo tutti i loro beni e avevano persino adottato i loro nomi. Avevano perso tutto. I deportati che tornavano venivano trattati come criminali. Erano costretti a vivere in zone riservate, sotto la costante sorveglianza del KGB. Parlare della propria esperienza significava l’incarcerazione immediata o una nuova deportazione in Siberia. Di conseguenza, gli orrori che avevano subito rimasero latenti, un segreto terribile condiviso da milioni di persone.>>

Grazie a Ruta Sepetys per averlo portato alla luce!

 

Cinzia Malaguti

 

link a questo articolo su Wikipedia alla voce Occupazione sovietica delle repubbliche baltiche

 

 

Bibliografia: Ruta Sepetys, Avevano spento anche la luna, Milano, Garzanti, 2011

 


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